Le tracce medievali giacevano sotto intonaci recenti che avevano ricoperto sia gli elementi lapidei della finestra trilitica, che i bugnati in corrispondenza dell’angolo nordovest, che le preziose stilature delle malte originarie. Un paziente intervento di lavaggio, sigillatura e successivo restauro ha riportato in luce le patine di un tempo, con i caratteristici elementi di fabbrica, risalenti almeno al XIII secolo.

Il valore della dimora risiede anche nella varietà della sua tipologia architettonica: infatti al rigore ed alle rarità ricomprese nelle murature medievali si abbina superiormente la pregevole capriata seicentesca ad incastri ed avvalorata dalle travature lavorate a tortiglione, di cui rimangono solo altri due esempi nella vecchia Bormio.

Non di meno all’interno è conservata una stua ottocentesca in cirmolo, di cui sono in fase di ultimazione le operazioni di pulitura e restauro: la stua occupa tutta la porzione nordovest del primo piano. Va ancora segnalato che anche il vano scale conserva in corrispondenza dell’ingresso tracce di antiche murature in pietra ora restaurate.